1. Qual è l’emozione che nessuno vede quando ti togli il casco?- Quando tolgo il casco dopo una gara o dopo una giornata di test sono molte le emozioni che vivo e che mi attraversano; forse l’emozione più grossa che nessuno riesce a cogliere è che realizzo di avercela fatta. Sto vivendo il mio sogno, in ogni curva, in ogni rettilineo, in ogni staccata. Mi sento protagonista nella mia vita.2. Cos’hai capito di te stesso solo grazie alla mancanza di un braccio — una cosa che non avresti scoperto altrimenti?- La mancanza di un braccio mi ha fatto capire quanto la disabilità sia un luogo comune nella testa delle persone. “Ti manca un braccio? Non puoi fare questo” “Sei in carrozina? Non puoi fare questo” Mentre, in realtà, se alle persone venisse concesso il beneficio di poter provare, probabilmente oggi la disabilità sarebbe un qualcosa di normale: raggiungere lo stesso obiettivo, solo percorrendo un’altra strada. Si percepisce chiaramente quando qualcuno ti addossa un limite!3. Qual è l’errore che ti ha cambiato più della vittoria?- La vittoria e l’errore credo facciano parte l’una dell’altro, non può esserci vittoria senza errore e dolore, non puoi arrivare a vincere senza aver commesso degli errori. Forse l’errore più grande che ho commesso in pista così come nella vita è stato quello di voler riuscire subito, la foga, il voler ottenere risultati subito e con pochi sforzi. Poi con il tempo e con le botte ho capito che nulla arriva senza dedizione. Le botte fanno parte di un percorso di crescita per chiunque. Ho imparato a non mettermi fretta.4. Se la tua vita fosse una traiettoria in pista, in che curva senti di trovarti oggi?- Senza ombra di dubbio mi troverei al Mugello nel tratto che va dalla Casanova-Savelli all’Arrabbiata1 e Arrabbiata2. Perchè questo tratto? Perchè rappresenta esattamente l’emozione che mi piace vivere in moto, ma è anche uno dei tratti più complicati da affrontare. Questo tratto può regalare emozioni fortissime ma allo stesso tempo ti può togliere tutto, un semplice errore in quel tratto può fare la differenza. Sento di essere in un momento della mia vita dove potrei vivere grandi emozioni o dove potrei perdere tutto, un po’ come se fossi in una sorta di limbo. 5. C’è una cosa che fai in gara che nella vita quotidiana non avresti mai il coraggio di fare?Nella mia vita mi sono sempre spinto al limite senza pensare troppo alle conseguenze, e molte volte mi sono fatto male, ma chi mi conosce bene sa che non sono le botte della vita a fermarmi, anzi, sono sempre una grande lezione e stimolo. Oggi mi sento molto consapevole di chi sono, nonostante continui a fare errori. Ma chi non li fa? Allo stesso tempo però continuo a crescere e a migliorare. Affrontare una giornata in pista è un po’ come affrontare la vita: ti rendi conto di quello che puoi fare e di quello che non puoi fare, quando è giusto osare e quando no. Quindi la risposta a questa domanda è no! In gara sono esattamente me stesso, con le mie incertezze e i miei dubbi, con le mie sicurezze e i miei punti di forza; cerco di cogliere quel rischio che ti può portare al successo, ma che se non affrontato nel modo giusto ti può catapultare in una sorta di baratro, proprio come nella vita di tutti i giorni.6. Qual è il dettaglio della tua storia che preferisci non spiegare ma lasciare che gli altri intuiscano?- Il coraggio di provarci, la voglia di riuscirci, la consapevolezza che si può fare. Solo nella mia testa so quanto sia vero quello che faccio, e ogni volta che mi trovo a raccontare di me e di quello che faccio lascio che le persone vivano la loro idea di me senza andare a forzare loro un pensiero.7. Il tuo stile quotidiano è più “funzionale” o più “narrativo”? Cosa racconta di te prima ancora che tu parli?Credo che il mio stile sia un equilibrio tra funzionalità e narrazione. La parte funzionale credo che racconti di me la parte complessa di quello che sono le mie giornate e il mio modo di affrontare la vita e le sfide, mentre la parte narrativa credo che racconti la semplicità di come affronto tutto, quasi come un racconto romantico o epico.8. Se potessi trasformare un capo motociclistico in un oggetto di moda maschile, quale sarebbe — e come lo ridisegneresti?Mi piace particolarmente indossare gli stivali quando vado in pista e credo che quando si parla di moda tutto sia possibile, basta lasciare viaggiare la mente. Uscendo dalla pista, uno stivale a livello estetico potrebbe trasformarsi in uno stivale elegante, andando a nascondere tutti quei dettagli che vanno a rendere uno stivale “racing” ma senza tralasciare la sicurezza e la protezione che la gamba necessita.9. Qual è l’outfit che ti fa sentire più potente anche fuori dalla pista?- L’outfit che mi fa sentire più potente è senza ombra di dubbio tutto il vestiario per la pista, dal casco alla tuta, dagli stivali ai guanti. Al di fuori della pista mi piace molto indossare gli indumenti del team; mi fanno sentir parte di una squadra, di una famiglia.10. Da pilota, hai un rapporto particolare con materiali e texture: quale tessuto rappresenta meglio il tuo carattere?Quasi certamente il tessuto che più mi rappresenta è la pelle (se tessuto si può chiamare), che compone il 90% degli indumenti del pilota, dalla tuta, agli stivali, ai guanti ed è la nostra corazza, quel materiale che riesce a trasmetterci e a garantirci la giusta sicurezza quando saliamo in moto. La pelle diventa in qualche modo un tutt’uno col pilota.
11. Una paura?- La paura nel mio sport è una costante. Credo che anche nella vita bisognerebbe imparare a convivere con la paura perchè, la paura, ci permette di valutare quello che stiamo per fare; è quel sentimento che amo provare costantemente quando corro in moto, mi rende più coscienzioso e consapevole.12. Un gesto di coraggio che fai senza pensarci?Riuscire ad amare e rispettare il prossimo, accettando un punto di vista diverso dal mio anche se non condiviso. Amore e rispetto.13. Una persona che ti ha cambiato la traiettoria?Sicuramente un caro amico, era presente la prima volta che salii in moto, mi ha sempre spronato senza mai dubitare di quello che stavo facendo e lo ringrazio di cuore per questo.14. Una parola che ti definisce oggi?Credo che la parola che più mi si possa addossare oggi sia “vero”, inteso come “vero uomo” oppure “onesto”. Mi definirei così.15. Un’immagine che porti con te in ogni gara?- Immagino me stesso sul gradino più alto del podio, immagino i festeggiamenti con il mio team e con i miei amici dopo ogni gara. Sono pensieri e immagini che mi danno sempre molta forza e motivazione. Ogni tanto mi immagino anche campione!



